Sottrazione di minore (art. 574 c.p.)

1) Cosa dice la norma:

Art. 574.
Sottrazione di persone incapaci.

Chiunque sottrae un minore degli anni quattordici, o un infermo di mente, al genitore esercente la patria potestà, al tutore, o al curatore, o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero lo ritiene contro la volontà dei medesimi, è punito, a querela del genitore esercente la patria potestà, del tutore o del curatore, con la reclusione da uno a tre anni.
Alla stessa pena soggiace, a querela delle stesse persone, chi sottrae o ritiene un minore che abbia compiuto gli anni quattordici, senza il consenso di esso per fine diverso da quello di libidine o di matrimonio.
Si applicano le disposizioni degli articoli 525 e 544.

 

2) Cosa ha statuito la Corte di Cassazione in materia:

 

Autorità:  Cassazione penale  sez. VI
Data:  15 ottobre 2009
Numero:  n. 42370

SOTTRAZIONE CONSENSUALE DI MINORENNI – Da parte di uno dei genitori in danno dell’altro

Testo

Integra il reato di sottrazione di minore (art. 574 c.p.) la condotta della madre affidataria che allontana il figlio dal padre, consentendo solo contatti telefonici, atteso che tale comportamento impedisce l’esercizio delle diverse manifestazioni della potestà del padre, ledendo il bene giuridico tutelato dalla norma e da individuarsi nel regolare svolgimento della funzione genitoriale.

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Autorità:  Cassazione penale  sez. VI
Data udienza:  15 ottobre 2009
Numero:  n. 42370

Secondo l’orientamento di questa Corte, risponde del delitto di sottrazione di persona incapace (art. 574 c.p.) il genitore che, senza consenso dell’altro, porta via con sè il figlio minore, allontanandolo dal domicilio stabilito, ovvero lo trattiene presso di sè, quando tale condotta determina un impedimento per l’esercizio delle diverse manifestazioni della potestà dell’altro genitore, come le attività di assistenza e di cura, la vicinanza affettiva, la funzione educativa, identificandosi nel regolare svolgimento della funzione genitoriale il principale bene giuridico tutelato dalla norma ( Cass. Sez. 6, 4.3.2002 n. 11415; Sez. 6, 18.2.2008 n. 21441).

Ai fini della integrazione dell’elemento soggettivo della fattispecie criminosa in esame, è richiesto il dolo generico, consistente nella coscienza e volontà da parte dell’agente della condotta e dell’evento, ossia nella coscienza e volontà di sottrarre (cioè di togliere, portare via) il minore all’altro genitore esercente la potestà genitoriale e di trattenerlo presso di sè contro la volontà dell’altro genitore ( Cass. Sez. 6, 4.3.2002 n. 11415).

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Autorità:  Cassazione penale  sez. VI
Data:  08 aprile 1999
Numero:  n. 7836
SOTTRAZIONE DI PERSONE INCAPACI

Testo

Affinché la condotta di uno dei due coniugi possa integrare l’ipotesi criminosa prevista dall’art. 574 c.p., è necessario che il comportamento dell’agente porti ad una globale sottrazione del minore alla vigilanza dell’altro, così da impedirgli la funzione educativa e i poteri inerenti all’affidamento, rendendogli impossibile l’ufficio che gli è stato conferito dall’ordinamento nell’interesse del minore stesso e della società

Sottrazione di minore (art. 574 c.p.)ultima modifica: 2012-06-09T15:40:00+02:00da rob-crime
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